psicologia

IL BENESSERE PSICOFISICO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Dott.ssa Sara Parravano
Psicologa Psicoterapeuta
sarapadottssa@gmail.com 

Un anno, un mese, un giorno ….  inizia qui lo stato di emergenza….Un’emergenza per contrastare gli effetti di un virus, ilCovid-19. 

Nessuno di noi poteva essere preparato ad affrontareun cambiamento di vita così radicale. Una quotidianità limitata, controllata, sempre più relegata nella dimensione della propria casa che sì protegge, ma che allo stesso tempostringe come una morsa…. 

Stringe perchè, in quella casa, c’è  la nostra vita prima del Coronavirus:una quotidianità non sempreconnotata da aspetti positivi, ma molto spesso dai negativi,ai quali ora non c’è più permesso sfuggire otrovare sfogo al di fuori dalle mura domestiche! 

Una vitala nostra, fatta di tante abitudini quanto di sregolatezze che ci rassicuravano dandoci quella sensazione di potere e controllocomecarburanti per l’autostima.

Le possibili conseguenze

Ci si trova a fare i conti  con le proprie paure, con le proprie fragilità, con la noia, la solitudineperché le normali relazioni sono intaccatecome sono venute meno tutte le pratiche socializzanti.  Queste sensazioni possono  dare luogo a varie modalità compensatorie come le errate condotte alimentariche rappresentano tra i veicoliespressivi più eclatanti di tale impatto emotivo.

Evitiamo che questa quarantena diventi una trappola alimentare dalla quale sarà poi difficile uscire, anche molto dopo che l’emergenza Covid-19 sarà passata. 

In questi giorni in cui il coronavirus ci sta costringendo a rimanere a casa, l’aumento della frustrazione e dello stress è quasi matematico. Il cambiamento della routine e l’eccessivo tempo trascorso dentro le mura domestiche, ci portano inevitabilmente ad aprire costantemente il frigorifero per noia o per alleviare gli stati di ansia e agitazione. 

Trovare un equilibrio anche nell’alimentazione può essere davvero difficile. 

La quarantena forzata, le innumerevoli ore passate sul divano a guardare la tv e l’impossibilità di andare in palestra, mettono a rischio la nostro salute psicofisica perché 

viene a mancare il momento in cui, nel prenderci cura di noi stessi, si attiva la produzione di endorfine responsabili di quello stato di benessere e felicità che combatte ansia e depressione. La noia, insieme alla grande quantità di tempo che trascorriamo in casa sono sicuramente i nostri peggiori nemici che ci spingono ad ingurgitare grandi quantità di cibo senza poi avere la possibilità di smaltirle. Quando ansia e noia ci assalgono si tende a trovare rifugio in alimenti ipercalorici ed è per questo che bisogna evitare di abbuffarsi di dolci o altri alimenti pieni di zuccheri. 

Come gestire le debolezze? 

Fin dalla più tenera età, le persone sono emotivamente attaccate al cibo, e come da bambini, il cibo può consolarci quando siamo tristi o ci ricompensa quando ci comportiamo bene. Siamo condizionati ad utilizzare il cibo non solo per il nutrimento, ma per la sensazione di comfort che ne deriva. Nel momento in cui si attiva questo processo ci sentiamo bene, ma quando l’ equazione cibo-consolazione diventa l’unica fonte di soddisfazione, può avere conseguenze negative. 

Cominciamo a evitare di comprare cibo poco sano, non riempire dispensa e frigorifero con alimenti ipercalorici, così non si avrà la tentazione di mangiarli. Ognuno conosce le proprie debolezze, il trucco sta nell’evitare proprio di averli a disposizione. Al massimo ci si può concedere qualche piccola eccezione a dosi contenute. Le giornate sembrano più lunghe ed è più dura stare alla larga dal cibo, per questo potremmo provare a frazionare in 5-6 piccoli pasti durante tutto il giorno. 

Importante mangiare consapevolmente senza ingurgitare porzioni di cibo: metterci la testa e fermarsi a riflettere quando e perchè abbiamo la compulsione a mangiare per fare in modo che non diventi il rifugio contro ansia, paure e senso di vuoto. 

Riscopriamo il “ tempo “ 

Fondamentale quindi avere cura di noi stessi nel conservare delle abitudini quotidiane, restrizioni permettendo. 

Qualcuno sembra aver deciso per noi di fermare quella corsa incessante di cui tutti siamo normalmente i protagonisti in un gioco micidiale in cui bisogna fare più cose nel più breve tempo possibile. 

Improvvisamente tutto questo è svanito e la cosa paradossale sulla quale rifletto è che ora, che ci si può dedicare del tempo all’ascolto di se stessi, non ne siamo assolutamente capaci …. Ci sentiamo vuoti perché quelle passioni che una volta alimentavano le nostre energie, la nostra vitalità se l’è portate via il ”fare”. 

In definitiva, cogliere questo momento come un’opportunità per ritornare a sentire i sapori, gli odori, a vedere i colori di questa esistenza quasi sfocata come le immagini confuse dal finestrino di un treno in corsa. 

Non dico “ne usciremo cambiati” bensì “ne dobbiamo uscire cambiati” nel profondo. 

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